Non ci sono più i bambini di una volta...

Complice il settimo giorno da separati in casa, oggi ho fatto pulizia su comò e due ripiani di libreria. Risultato: due borsone di oggetti vari e libri da regalare.


Questo però, destinato alla spazzatura, alla fine l'ho ripescato e messo vicino a "I quindici" del marito perché è bene che stiano tutti dove sono.

Un libro che ha accompagnato tanti pomeriggi di noia della mia fanciullezza, che mi ha fatto comprendere che cosa significhi fallire e veder deluse le proprie aspettative.

Abitavo in una casa con giardino e avevo la fortuna di andare in vacanza al mare ogni estate, così il materiale base di quasi tutti questi giochi lo avevo facilmente a disposizione: corteccia, pigne, gusci di noce, conchiglie, sassi, ossi di seppia. Più complicato anche per me procurarmi un pezzo di favo, facilmente sostituibile però con... un pezzo di corteccia ovviamente.

Inoltre, mia mamma era una donna paladina dell'economia circolare ante litteram (che poi era il principio su cui si basava la vita dei nostri avi prima del boom economico e del consumismo di massa, chiusa parentesi n.d.A.) quindi potevo attingere anche a scorte di velluti, stoffe, bottoni, cordicelle, spaghi, feltri ecc.

Scorrendo oggi queste pagine mi rendo conto ora che i miei insuccessi erano già annunciati, indi per cui mi sono mortificata ingiustamente oltremodo per intere estati.

L'impossibilità di essere autorizzata ad usare un coltellino affilato o un seghetto a mano temo siano state cause determinanti degli scarsi risultati raggiunti.

Diamene, che genitori poco permissivi che ho avuto! Tarpare le ali così a una nata creativa! 😂






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