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ITALIANO IN VIAGGIO! Seconda tappa: Zagabria


Autostrada in Slovenia da Trieste a Zagabria

L'autostrada che collega Trieste a Zagabria è una lingua di asfalto discreta e poco trafficata (ieri), circondata da alberi, alberi e ancora alberi. Centri abitati pochissimi, qua e là fattorie e mucche al pascolo. Fino a qualche giorno fa il navigatore segnalava le zone alluvionate. A una decina di giorni dall'alluvione in Slovenia il bilancio è pesantissimo. Dall'autostrada, se non lo si sapesse, si ha solo l'impressione di un paese rigoglioso e verde.

Ci si accorge di essere arrivati in Croazia, più che da quel che resta della frontiera, dalla qualità dell'asfalto. Impeccabile in Slovenia, in Croazia un coacervo di buche che riportano il pensiero alle strade di casa.

È Ferragosto, la città è semideserta, solo i turisti (la giusta quantità) e i lavoratori del turismo.

Poche auto, parcheggiamo senza problemi, raggiungiamo la nostra struttura con facilità. Ormai è tutto automatizzato: un messaggio su Booking, un codice, un paio di istruzioni ed entri ed esci dal tuo appartamento incontrando in due giorni soltanto le donne delle pulizie che sistemano gli altri monolocali. Belli, nuovi, puliti, accoglienti, in un'ottima posizione. Non useremo mai l'angolo cucina, ma nella nostra fascia di prezzo i pochi hotel non sono per nulla paragonabili (quando esistono) per qualità / prezzo agli host privati.



Zagabria è una capitale il cui centro storico assomiglia per dimensioni a una città di provincia italiana e come tale è molto più a misura d'uomo di altre capitali europee.

La si visita in lungo e in largo in una giornata. Non ha musei di fama internazionale, anche se sono stata tentata da quello delle fotografie di guerra, ma poi non me la sono sentita. Ci sono anche un museo delle relazioni interrotte e un altro dei selfies & memories, saltati entrambi per altre ragioni.

La Cattedrale è avvolta dalle impalcature e anche la chiesa di San Marco è chiusa per ristrutturazione, credo a causa del terremoto del 2020, ma dovrei verificare.

Le aree pedonali pullulano di ristoranti e bar, frequentati indistintamente da gente del posto e turisti evitando l'effetto finto di molti luoghi.

Qui il tram costa 80 centesimi di euro per 30 minuti, la funicolare 66 centesimi (percorso brevissimo), il cappuccino (buono) 1,90 €, un gelato piccolo (buono anche questo) 2,50 €, un cocktail 6,50 € e una birra media lager 3,30 €, un'insalata mista di ottima qualità 10 €, l'ingresso all'orto botanico 2 € gli adulti.



La città è piena di statue commemorative, è ordinata e pulita.

Pochissime bici, quasi tutti rider, che non sono comunque moltissimi. Monopattini assenti. Muoversi in centro a piedi o con il tram non è per nulla snervante. Non so se è solo perché è agosto, ma la città mi ha trasmesso una sensazione di vera rilassatezza.

Speriamo che la sensazione perduri nel resto del viaggio!



SCHEDA DIDATTICA

Il "si" è una particella pronominale che può avere diversi valori:

  1. riflessivo: Marta si asciuga, Marta si asciuga i capelli, Marta e Cristina si asciugano i capelli a vicenda;

  2. intransitivo pronominale: Marta si vergogna;

  3. passivante: In questo ufficio si danno informazioni turistiche;

  4. impersonale: In città si è sempre di fretta;

  5. intensificativo: Marta si è mangiata una pizza.



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