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Repubbliche baltiche in 10 giorni con Evaneos

Dopo l'ottima esperienza vissuta con il viaggio in Marocco, anche per il nostro ultimo viaggio nelle Repubbliche Baltiche + Helsinki ci siamo affidati alla piattaforma Evaneos, all'agenzia locale di Kristina. È comodo perché come in un viaggio "fai da te" decidi quando andare, le tappe da inserire, come spostarti, quanto spendere, con il vantaggio di affidare all'agenzia tutti gli sbattimenti relativi alle prenotazioni di alberghi (tramite le agenzie locali i prezzi sono più vantaggiosi) e dei trasporti tra una tappa e l'altra, perché, purtroppo o per fortuna, nel 2026 partire per una meta europea senza prenotare è un ricordo del passato.


Le Repubbliche Baltiche sono state una bella scoperta. Le capitali non soffrono (ancora) della piaga dell'overtourism e al di fuori delle città si susseguono chilometri e chilometri di foreste e campagna.

Sulle lunghe tratte viaggiare con i treni e i pullman è comodissimo, la puntualità dei mezzi è assicurata; per i piccoli spostamenti, invece, sono efficientissimi e convenienti i servizi di Bolt e Uber, gestibili dalle app.


Castello di Trakai.
Castello di Trakai.

Quiete, ordine, pulizia, vivibilità, natura sono le prime cinque parole che mi vengono in mente per descrivere questo viaggio.

Le persone sono "riservate", gentili ma distaccate. Più socievoli gli estoni dei lituani, ma sorridere non è certo il tratto distintivo della popolazione baltica. Chiacchierare non è nel Dna né degli autisti né dei receptionist, leggermente più briosi alcuni camerieri.


Riga.
Riga.

Trovi tracce di vicinanza all'Ucraina ovunque, bandiere, manifesti, luoghi di commemorazione.

Nelle capitali baltiche non si vive ancora quella frustrante sensazione di uniformità globale, percepibile invece nella capitale finlandese, che tra tutte le tappe è quella che mi ha convinta di meno.

Certo, nelle Repubbliche Baltiche non si respira un'atmosfera internazionale, gli stranieri che incontri girando per le strade sono turisti come te, al volante delle auto Bolt sono autoctoni e non migranti come a Helsinki. Solo a Helsinki i rider sono umani (migranti ovviamente...), nelle capitali baltiche gli unici rider incontrati sono robot. Anche la cucina internazionale è solo sul menu, a Riga abbiamo cenato in un ottimo ristorante giapponese ma gestito da lettoni, con cuoco lettone.

Buono il cibo con un ottimo rapporto qualità/prezzo, ottima la birra e il cidro, naturalmente caro il vino. Acqua del rubinetto dappertutto, il più delle volte chiamata "table water" è aromatizzata con limone e menta a un costo simbolico; in tutti i bagni degli alberghi un adesivo invita a bere la tap water.

Per chi scappa da Milano, il clima è un sogno, anche se a tratti è stato più caldo del previsto (28 gradi durante il pomeriggio). Per fare un paragone: abbiamo sempre dormito con la finestra socchiusa sotto a un piumone! Il rientro a Milano è stato destabilizzante.


Tallin vista dal traghetto per Helsinki.
Tallin vista dal traghetto per Helsinki.

La capitale baltica più affascinante, Tallinn, che è anche la più affollata di turisti, seguita da Riga, nel cui centro la movida notturna ha infastidito il sonno di noi altri vecchi, ultima Vilnius, senza infamia e senza lode. Helsinki, a mio parere, non merita un viaggio a sé, anche se la Biblioteca centrale Oodi e l'arredo urbano attorno è invidiabile.


Biblioteca Centrale Oodi a Helsinki.
Biblioteca Centrale Oodi a Helsinki.

Un viaggio rilassante, consigliato prima che anche qui esploda la caccia al selfie iconico e che la strada a due corsie su un'unica carreggiata che collega le capitali non basti più a sostenere il numero di automezzi in circolazione.


Le tappe in 10 giorni, 4.000 km circa tra aerei, treni, pullman, traghetti, bicicletta e a piedi (217.000 passi, circa 160 km!)


Giorno 1

Milano-Vilnius: volo Raynair in ritardo di 2 ore e 55 minuti, giusti giusti per non avere diritto al rimborso. Volare su Vilnius non offre molte opzioni in ogni caso. La città è elegante, pulita e ordinata. Dalla collina raggiungibile in funicolare (o a piedi sotto il sole) si gode il panorama sulla città (non aspettatevi l'effetto wow). Purtroppo il museo delle Occupazioni e delle Lotte per la Libertà era chiuso in entrambi i due giorni della nostra permanenza.


Giorno 2

Vilnius-Trakai-Vilnius: bella gita fuori porta, 30 minuti di treno, passeggiate lunghi i sentieri che costeggiano il lago fino all'isola con il castello, cibo tipico da provare i Kibinai, escursione in barca sul lago piacevole. Rientro a Riga nel tardo pomeriggio, in tempo per esplorare Uzupis (le mie aspettative sulla repubblica di Uzupis e i suoi artisti ribelli erano decisamente eccessive).


Giorno 3 e 4

Klaipeda-Smiltynè-Joudkrantè: tornando indietro aggiungerei un giorno qui per poter avere il tempo di andare anche a sud della penisola Curlandese per salire sulle dune di sabbia. Da Klapeida si prende il traghetto per raggiungere Smilynè in dieci minuti scarsi e poi si esplorano le vicinanze a piedi e il resto in bus. Volevamo seguire i consigli dell'agenzia e noleggiare le biciclette, ma sull'isola non le abbiamo trovate perché riservate agli ospiti dell'albergo. Credo che sia stato un bene perché la pista ciclabile che si intravede dal finestrino richiede anche lunghi tratti nel bosco con dislivelli, insomma 20 km adatti a chi in bici ci va sempre e ha una buona mountain bike!


Giorno 5

Riga: bel centro storico, tanti locali, tante chiese, tanto verde. Noi abbiamo visitato il museo di storia della medicina, assecondando il desiderio della giovane del gruppo, che si è rivelata una scelta economica e assai interessante. Avrei fatto un salto anche a quello dell'Art Nouveau, ma anche se il sole tramonta tardissimo il tempo per tutto non basta.


Giorno 6

Riga-Jūrmala-Riga: gita fuori città con il treno. Giro in spiaggia in bici, mentre il bagno lo rimandiamo volentieri al prossimo viaggio.


Giorno 7 e 8

Tallinn: il centro è una vera perla medievale, che vale tutto il viaggio, così come il Borsch di questo locale a gestione familiare, incrociato per caso tra l'albergo e il centro (Borsch & Varenyk, Endla 56, Tallinn, Эстония). Attenzione, è meta nota sia dei viaggi organizzati sia delle famiglie italiane, l'abbiamo scoperto sedendoci all'interno a causa della pioggia. Serata molto divertente a parlare con la coppia di olandesi seduti al nostro fianco del chiasso che riescono a produrre gruppi e famiglie italiani all'interno di un piccolo locale come quello. Vale la pena di visitare il museo marittimo.


Giorno 9 e 10

Helsinki: con il senno del poi, eviterei di spendere 23€ euro per il museo del Design che non propone una collezione permanente ma solo due mostre, al nostro passaggio una su Tove Jansson, il cui merchandising da queste parti è ovunque, e una sul Craft Punk... Definita capitale della serenità e del design, non mi aspettavo il MoMa, ma qualcosa di simile alla permanente della Triennale sì.

Non è una città brutta, ma mi è parsa carina senz'anima. Se da una parte ha una biblioteca spettacolare e degli arredi urbani al suo esterno da cui Milano dovrebbe trarre esempio, dall'altra la zona centrale è un susseguirsi di ristoranti, bar e centri commerciali. La zona del porto non è spettacolare come quella di altre capitali del nord Europa. Forse la parte più interessante era l'isola di Suomenlinna, patrimonio Unesco, che abbiamo volutamente saltato?

Prima di partire, per tutti i non vegetariani, è assolutamente da provare la carne di cervo.


Giorno 11

Helsinki-Vantaa Airport-Milano: volo della Norvegian, arrivato in anticipo.



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