Ricomincio a scrivere, partendo da qui

Aggiornamento: 15 gen


Da quando ho un editor vero che si occupa del mio progetto editoriale, tutto mi è molto più chiaro: che cosa voglio veramente raccontare e come.

Non so se dopo questa riscrittura (non revisione, riscrittura perché ricomincio da capo!) il testo sarà pronto per un editore, ma il mio scopo al momento è solo scrivere un libro in cui ritrovarmi ancora rileggendolo tra dieci anni. Non so nemmeno quanto ci metterò, ma non è un problema: non è il mio lavoro.

L'editor ha tirato fuori più aspetti e questioni di quanti credevo di averne affrontati, scovando anche ciò che ero certa di aver ben mascherato.


"La storia appare come una commedia a più voci: gli argomenti sono molto densi, ma l’atmosfera generale è piacevole, concentrata sui sentimenti. E se questa idea si sposa bene con la scrittura, che in alcuni punti trova la leggerezza necessaria, il punto che convince meno è l’utilizzo delle tante voci. Perché i personaggi stanno sì affrontando tutti un momento di crisi, ma la maggior parte di loro non riesce a competere con Erica, che appare come la vera protagonista della storia.

[...] L’autrice ha un registro che regge bene il passo della commedia e l’unione di due personaggi può produrre un effetto chiaro-scuro che può essere interessante.

[...] Il viaggio di crescita di un personaggio, che è sempre indirizzato verso la soddisfazione di un desiderio, spesso si inquadra nello scarto tra quello che desidera e quello di cui ha davvero bisogno.

[...] L’autrice padroneggia bene lessico e fraseggio, e il testo appare curato.


Potenzialità editoriali

Punti di forza

La storia presenta sia elementi a tinte più scure sia delle parti più luminose che riescono a creare un buon contrasto. Nel testo si avverte la presenza di un forte nucleo emotivo: il materiale di partenza è caldo, intimo (a tratti forse ancora troppo caldo per essere maneggiato).


Punti di debolezza

Molta parte della storia è nascosta, i personaggi compiono un percorso al di fuori della scena – e dell’impianto narrativo – e quindi non abbiamo modo di seguirli, lasciando il lettore orfano dei protagonisti e della loro vita."


Il mio consiglio a chi, come me, ama scrivere (quanto leggere!) e ha una storia da raccontare è quella di affidarsi a un editor che lo aiuti a trovare la strada giusta, oltre alla sicurezza per credere in quel che sta scrivendo.

Al fianco della tastiera, personalmente, tengo: autocritica e umiltà. Nel cestino sotto la scrivania, un atteggiamento passivo-aggressivo, che riscontro in post anche di chi lo scrittore lo fa di mestiere (se il mio libro non è pronto per essere pubblicato o non ha avuto successo, diamine non potrà sempre essere colpa dell'editoria brutta e cattiva o degli altri che non mi capiscono!).

Se amate scrivere davvero e non siete solo in cerca di un assurdo e ridicolo riconoscimento derivante dal fatto di aver pubblicato un libro, o di essere letti da centinaia (migliaia di persone se vi va bene), non date in pasto le vostre parole a un editore che vi garantisce la pubblicazione immediata di un pugno di copie senza nemmeno revisione, perché il testo è già perfetto così, né all'editore che vi pubblica senza contratto, né a chi chiederà un preacquisto di 100 copie. L'unico obiettivo che raggiungerete così sarà quello di aver pubblicato un libro quasi sicuramente bruttarello, che regalerete agli amici, i quali non oseranno dirvi che non se ne sentiva proprio la necessità.

Ecco, questo post è solo per rassicurare gli amici e parenti sul fatto che non voglio pubblicare un romanzo bruttarello.


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